L’export italiano negli Stati Uniti continua a registrare una crescita significativa, confermando il ruolo strategico del mercato americano per il settore grocery. L’Italia è tra i principali esportatori europei con una quota del 10% dell’export nazionale destinata a questo mercato, pari a un valore complessivo di 63,5 miliardi di euro. Il settore food & beverage rappresenta il 12% dell’export totale italiano, evidenziando la forte dipendenza delle nostre imprese dalle dinamiche commerciali e tariffarie degli USA. L’home & personal care incide per il 10%.
Secondo i dati elaborati da Nomisma, nel 2024 la domanda di prodotti Made in Italy è aumentata del +16% rispetto all’anno precedente, evidenziando un interesse crescente per le eccellenze nazionali. Nell’ultimo decennio, il valore delle importazioni statunitensi di prodotti di largo consumo italiani ha registrato un incremento del +146%.
Tra i prodotti che maggiormente dipendono dal mercato statunitense spiccano il sidro, l’olio di oliva, oltre a pasta, formaggi, vini e aceti. Questi prodotti, simbolo della tradizione culinaria italiana, continuano a riscuotere un grande successo grazie alla loro qualità riconosciuta a livello internazionale e alla crescente attenzione dei consumatori statunitensi verso il cibo genuino e autentico. L’apprezzamento per la dieta mediterranea e per il Made in Italy sta favorendo l’espansione delle aziende italiane, che vedono negli Stati Uniti un mercato strategico per consolidare il proprio business e ampliare la distribuzione dei loro prodotti.
L’elevata domanda di prodotti italiani negli USA rappresenta un’opportunità straordinaria per le aziende del settore, ma al contempo pone delle sfide. Tra i principali fattori di rischio vi sono i dazi e le politiche commerciali, con eventuali nuove tariffe o restrizioni che potrebbero penalizzare l’export, i cambiamenti normativi che richiedono attenzione e investimenti per adeguarsi agli standard statunitensi e la crescente concorrenza internazionale con paesi emergenti e produttori locali che potrebbero erodere le quote di mercato italiane.
Per mantenere e rafforzare la presenza negli Stati Uniti, le imprese italiane devono adottare strategie mirate, puntando su innovazione, certificazioni di qualità e branding efficace. Nei prossimi mesi sarà cruciale monitorare l’evoluzione delle relazioni commerciali tra Europa e Stati Uniti, al fine di garantire la competitività dell’export italiano e valorizzare il Made in Italy a livello globale, assicurandosi che il successo del settore grocery continui a crescere e a rafforzare la posizione dell’Italia nel panorama internazionale.
Vedi l’intervento del Presidente di Centromarca, Francesco Mutti: