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Centromarca - associazione italiana dell'industria di marca

Assemblea 2026

Centromarca: la Marca come motore del Sistema Paese. Mutti: “Costruire il futuro è una responsabilità quotidiana”


“Il futuro non si subisce. Il futuro si costruisce”. È da questa affermazione che si è aperta la Relazione annuale del Presidente di Centromarca, Francesco Mutti, in occasione dell’Assemblea pubblica 2026 dal titolo “Il ruolo della Marca nel Sistema Paese: generare valore, promuovere valori, ispirare futuro”, a Palazzo Mezzanotte.

Un messaggio che segna continuità ma anche un’evoluzione di prospettiva: la sfida, ha sottolineato Mutti, è essere “costruttori di futuro”, assumendo un ruolo che va oltre la dimensione industriale del largo consumo per abbracciare una responsabilità economica, sociale e culturale più ampia. L’industria di Marca viene così descritta come motore di innovazione, presidio di legalità e partner strategico per la crescita del Paese.

Il Presidente ha quindi delineato uno scenario economico e geopolitico segnato da forte instabilità e da transizioni strutturali ancora in corso. Le tensioni internazionali continuano a influenzare le catene di approvvigionamento e a generare volatilità sui mercati energetici e delle materie prime, mentre le principali variabili macroeconomiche restano deboli: crescita modesta, inflazione ancora significativa e dinamiche rallentate su consumi, investimenti ed export. In questo contesto, le imprese si trovano a operare in un quadro di crescente incertezza, con costi esogeni elevati e una competitività sempre più condizionata da fattori esterni.

È proprio dentro questa complessità che si inserisce il primo grande tema emerso dall’Assemblea: il “senso delle regole”. Mutti ha sottolineato come la competitività non dipenda da una proliferazione normativa, ma dalla qualità del quadro regolatorio. Servono regole poche, chiare e certe, capaci di garantire stabilità, tutelare chi opera correttamente e colpire con efficacia le distorsioni del mercato. L’eccesso di frammentazione normativa, al contrario, rischia di indebolire la capacità produttiva e frenare gli investimenti.

Su questo stesso asse si è sviluppato l’intervento di Paola Severino, Presidente Luiss School of Law, che ha approfondito il legame tra legalità, certezza del diritto e attrattività del sistema economico. Nel suo contributo ha evidenziato come la qualità delle regole non sia solo una questione giuridica, ma un fattore competitivo decisivo, in quanto un mercato funziona davvero quando le regole sono chiare, applicate in modo coerente e capaci di generare fiducia tra imprese, cittadini e istituzioni.

Il confronto si è poi spostato sul piano internazionale con l’intervento dell’Ambasciatore Giampiero Massolo, che ha inquadrato lo scenario globale come sempre più frammentato e instabile. La crescente interdipendenza tra economia e geopolitica rende oggi più difficile separare le dinamiche produttive da quelle politiche, imponendo alle imprese una costante capacità di adattamento agli shock esterni e ai nuovi equilibri globali.

A seguire, la tavola rotonda con Alberto Dalmasso, Co-Founder & CEO Satispay, Antonio Marcegaglia, Presidente Gruppo Marcegaglia, Giuseppe Lavazza, Presidente Lavazza e Giacomo Ponti, Presidente Ponti e Presidente Federvini hanno sostanzialmente confermato l’impostazione emersa dalla relazione del Presidente, sottolineando il ruolo centrale della Marca come elemento di stabilità, innovazione e crescita del Sistema Paese. È emersa una visione condivisa sul valore del brand come leva di competitività internazionale e come fattore chiave nella tenuta e nello sviluppo delle filiere produttive.

A chiudere il quadro degli interventi è stato il Vicepresidente esecutivo della Commissione Europea per la coesione e le riforme, Raffaele Fitto, che ha richiamato la necessità di una politica industriale europea di lungo periodo. Nel suo intervento ha evidenziato come la competitività delle imprese europee dipenda sempre più dalla capacità delle istituzioni di garantire strumenti di sostegno efficaci alle transizioni in corso, evitando approcci frammentati e rafforzando invece una visione comune che consenta alle imprese di crescere e competere a livello globale.

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