A cura di Vittorio Cino, Direttore Generale Centromarca
Nell’autunno 2025, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite tornerà a discutere delle strategie per la prevenzione e il controllo delle malattie non trasmissibili (NCD – Non-Communicable Diseases), con l’obiettivo di definire politiche efficaci per ridurre il loro impatto sulla salute pubblica e sull’economia globale.
Le malattie non trasmissibili rappresentano una delle principali sfide sanitarie mondiali. Queste patologie sono responsabili del 74% dei decessi globali (fonte: OMS), incidendo profondamente non solo sulla qualità della vita delle persone, ma anche sulla sostenibilità dei sistemi sanitari e sono spesso legate a fattori di rischio modificabili, come alimentazione scorretta e sedentarietà.
L’Industria, in particolare quella di Marca, è consapevole della centralità di questo tema e riconosce la necessità di adottare strategie mirate alla prevenzione ma considera anche fondamentale che il dibattito si sviluppi su basi scientifiche e oggettive, evitando approcci proibizionistici o ideologici che rischiano di penalizzare interi settori produttivi senza affrontare le reali cause dell’abuso.
Negli ultimi anni, le misure adottate per contrastare le NCD si sono concentrate prevalentemente su interventi di carattere restrittivo, come la tassazione di prodotti specifici, l’introduzione di avvertenze obbligatorie e limitazioni alla comunicazione commerciale. Tuttavia, l’efficacia di tali strumenti non è stata scientificamente dimostrata in termini di impatto sulla riduzione dell’incidenza delle malattie non trasmissibili. Politiche di questo tipo, anziché promuovere scelte più salutari, possono generare effetti distorsivi sul mercato, incentivare il commercio di alternative meno regolamentate, riducendo la libertà di scelta del consumatore senza incidere sulle abitudini di consumo. L’approccio attuale rischia di focalizzarsi esclusivamente sul prodotto anziché sull’educazione al consumo responsabile, trascurando l’importanza di un cambiamento culturale e comportamentale basato sulla consapevolezza e sulla responsabilizzazione individuale.
L’Industria di Marca sostiene un modello di intervento che distingua tra consumo e abuso, concentrandosi su strategie più efficaci e orientate alla formazione del consumatore. Per questo propone un approccio alternativo, basato su un’informazione chiara e trasparente, con etichette comprensibili e strumenti di comunicazione responsabili. L’educazione alimentare e nutrizionale è un altro pilastro fondamentale, essenziale per promuovere abitudini di consumo equilibrate. Allo stesso tempo, l’innovazione nella formulazione dei prodotti permette di offrire opzioni migliori senza compromessi sulla qualità. Infine, la collaborazione tra industria, istituzioni e comunità scientifica è cruciale per sviluppare strategie basate su dati oggettivi e verificabili.
Le decisioni che scaturiranno da questo confronto sono attese con grande interesse, rappresentando un’opportunità cruciale per definire strategie efficaci e condivise. L’obiettivo resta quello di favorire scelte informate e consapevoli da parte dei consumatori, garantendo al contempo un equilibrio tra tutela della salute pubblica, competitività del settore e incentivi all’innovazione.