Nel nuovo episodio di “Oltre l’Etichetta” il tema della Marca viene affrontato all’interno di una riflessione più ampia: quella sulle catene del valore e sulla necessità di leggere il sistema produttivo come un insieme sempre più interconnesso.
Oggi, infatti, le filiere richiedono un approccio diverso rispetto al passato, in cui il coordinamento tra attori pubblici e privati diventa centrale per affrontare complessità e criticità. Come sottolinea Vittorio Cino, Direttore Generale Centromarca “Le catene del valore richiedono interventi pubblici diversi dal passato. È positivo che il MIMIT stia adottando un approccio di filiera: ogni settore deve ragionare in questa logica, perché se ci sono problemi a monte o a valle è necessario prevederli e gestirli.”
Una prospettiva che si inserisce in un contesto sempre più influenzato dalle dinamiche geopolitiche e che richiama anche la responsabilità delle imprese nel lavorare sulle inefficienze interne alle filiere.
Dal punto di vista delle aziende, emergono inoltre due criticità molto concrete. Debora Paglieri, Amministratore Delegato di Paglieri evidenzia in particolare il tema energetico e quello delle competenze: “Da un lato il tema dell’energia, vissuto come una variabile che genera incertezza e costi aggiuntivi; dall’altro le competenze, con un mismatch sempre più evidente tra domanda delle imprese e offerta del mercato.” Due fattori che oggi incidono direttamente sulla capacità di crescita e competitività del sistema produttivo.
In questo scenario, il ruolo delle istituzioni diventa quello di costruire una visione di lungo periodo basata su integrazione e programmazione. Paolo Quercia, Dirigente della Divisione III, Centro Studi e Analisi del Dipartimento Politiche per le Imprese del Ministero delle Imprese e del Made in Italy sottolinea infatti come il lavoro sui dati e sulla loro integrazione sia sempre più strategico: “Bisogna lavorare sui dati e sulla loro integrazione. Tutte le filiere sono importanti, ma vanno definite delle priorità da cui partire.” E richiama inoltre il lavoro già avviato dal Ministero con una logica di sistema: “Con il documento 2030 abbiamo messo al centro le filiere produttive e le Marche, rafforzando il rapporto tra materie prime, trasformazione, distribuzione e commercio.” Accanto agli strumenti ordinari, come la lotta alla contraffazione, emerge anche la necessità di affrontare una fase eccezionale che richiede interventi più mirati e una maggiore capacità di coordinamento tra tutti gli attori della filiera.
In questo quadro, la Marca si conferma un asset strategico, non solo elemento identitario, ma leva di competitività che tiene insieme l’intero sistema produttivo.