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Covid-19

Misure dell’IdM per affrontare l’emergenza sanitaria e impatti economici sul mercato LCC


L’attività dell’Industria di Marca – In condizioni particolarmente difficili sono state assicurate continuità della produzione e approvvigionamento dei pdv per garantire alle famiglie la disponibilità dei beni di prima necessità. Poiché la sicurezza degli stabilimenti e dei lavoratori costituisce una priorità fondamentale, sono state adottate forme di lavoro agile per gli impiegati e rigorose misure protettive per chi opera negli stabilimenti e nella movimentazione delle merci.


Le richieste al Governo
– Numerose Industrie hanno introdotto premi economici per il personale e stipulato per i dipendenti e i loro familiari assicurazioni sanitarie specifiche. È stato chiesto al Governo di dedicare la massima attenzione alla tutela economica delle famiglie e delle fasce più deboli della popolazione. Altrettanto prioritaria è la difesa della capacità produttiva del Paese attraverso interventi per garantire credito bancario, accelerazione dei rimborsi fiscali, rispetto degli impegni contrattuali nelle filiere. In considerazione della forte crisi determinata dal blocco del fuori casa (bar, ristoranti, alberghi, ecc.), dovrebbe essere valutata la possibilità per queste attività di fruire di una esenzione/riduzione dell’Iva.


Responsabilità sociale
– Secondo le prime stime, oltre 51 milioni di euro sono stati devoluti nell’arco degli ultimi mesi dalle Industrie associate a Centromarca per sostenere ospedali, enti ed istituti di ricerca impegnati nell’assistenza ai malati e nelle attività di contrasto alla diffusione del virus. L’impegno è consistito in erogazioni economiche dirette, acquisto di attrezzature medico scientifiche e fornitura gratuita alle strutture sanitarie di materiali di alto consumo.


L’andamento del mercato –
La prima fase della crisi ha fatto registrare incrementi a due cifre della domanda dei beni di prima necessità (in diversi casi anche superiore al 50%). In seguito si è verificato un rallentamento, determinato da diversi fattori: gli elevati stock familiari, la chiusura parziale dei pdv nei weekend, il contingentamento degli accessi nei supermercati.


I settori in sofferenza
– Diversi settori segnalano sofferenze anche rilevanti. Per esempio le ricorrenze (-40%), la profumeria, gli accessori per la casa. A penalizzare l’industria è anche il fermo del consumo fuori casa. Per il 2020 si stima per ristoranti e alberghi un calo del 44% (oltre 16 mld di euro) con pesanti ripercussioni su aziende, fornitori, occupazione e Pil. L’adozione di blocchi, misure di contenimento o l’annullamento delle commesse tra Stati membri o extra Ue, provoca ulteriori effetti negativi per le aziende nazionali. Sicuramente è necessario un maggiore coordinamento a livello europeo, per evitare forme di concorrenza sleale, garantire la libera circolazione delle merci e sostenere tutti gli attori che operano nella filiera.

 

 

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